Chi svolge il lavoro di Oepac sa bene che, quotidianamente, deve segnare le proprie ore svolte su di un foglio che poi, a fine mese, andrà controfirmato dai docenti e timbrato dal Dirigente della scuola ove viene svolto il servizio. Qui termina, o almeno dovrebbe terminare, la sua prestazione lavorativa burocratica. In realtà, quello che da sempre succede è ben diverso: terminato il primo step di iter burocratico, l’Oepac deve consegnare quel suo foglio alla Cooperativa di appartenenza fuori dal proprio orario lavorativo, senza retribuzione e violando, quindi, anche le basilari norme sulla sicurezza del lavoratore. Da qualche tempo, un impegno armonico tra la Cub e i lavoratori/trici chiede le Cooperative ad assumere, riguardo questa problematica, una posizione di serietà e professionalità, riconoscendo il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici ad essere retribuiti per tutte le attività non dirette (consegna dei fogli, preparazione dei materiali, programmazione, redazione delle relazioni).

Un nuovo sollecito è proprio di qualche giorno fa: retribuire l’operatore/trice per la mansione extra richiesta.
Alcune Cooperative hanno risposto all’appello lamentando il fatto che il Comune di Roma paghi esclusivamente le ore dirette (ossia quelle svolte nella prestazione scolastica o domiciliare), sentendosi costrette a trovare una modalità alternativa per la raccolta dei fogli firme. Qualcuna ha preferito emulare Ponzio Pilato, ma qualcuna, per ora ancora poche iniziato ad esonerare i propri lavoratori e lavoratrici dal compito richiesto, per trasferire la mansione ad alcuni addetti interni al coordinamento.
Una piccola ma importante vittoria per rivendicare il diritto alla retribuzione, anche per tutte le attività accessorie. Resta aperta la questione più grande: la non sostenibilità, per dignità lavorativa e decoro economico, del sistema dell’esternalizzazione.
Noi non ci arrendiamo! Continueremo la nostra lotta per rivendicare condizioni di lavoro più stabili e dignitose!
