Un motivo in più per partecipare allo sciopero generale del 29 maggio 2026

Il licenziamento di Simone Vivoli della FLMUniti-CUB, operato dalla TIM, contro il quale si è manifestata una vasta solidarietà e che sarà contestato in giudizio, sta a dimostrare due cose: non è vero che lo strumento sindacale non serve, perché inutile, superato e quant’altro. Quando è esercitato a favore delle lavoratici e dei lavoratori, fa male ai datori di lavoro che lo temono e cercano di soffocarlo con ogni mezzo; la lotta di classe esiste ancora e i padroni continuano a farla, mentre affermano che è finita e appartiene all’altro secolo e spesso vengono anche creduti da chi ne subisce i costi.

Un motivo da aggiungere a quelli già presenti:

  • La tassa Trump per la guerra all’IRAN e nel Medio Oriente costerà alle famiglie italiane da 450 a 2.270 euro nel corso del 2026.
  • I salari, dal 2021 a oggi, hanno perso l’8% rispetto agli aumenti del costo della vita e il divario tende a aumentare con l’inflazione causata dalle guerre. Le pensioni perdono molto di più.
  • L’IRPEF grava quasi per l’85% su lavoratori dipendenti e pensionati per il 40%, mentre continuano i condoni e la speculazione finanziaria è soggetta a aliquote fiscali di gran lunga inferiori a quelle di lavoratori e pensionati
  • Oltre il 60% dei rapporti di lavoro si esaurisce entro un anno. Nel terzo trimestre 2025 il 27,2% dei contratti cessati ha una durata inferiore a 30 giorni, mentre il 36,3% si colloca tra i 91 e i 365 giorni (fonte XXVII rapporto CNEL, 22/4/26).
  • Aumentano gli sfratti, (40.000 sentenze e 20.000 sfratti eseguiti con la forza pubblica), il DDL del 30 aprile introduce lo sfratto a sorpresa, chi è sfrattato non è a conoscenza del giorno dello sfratto, e le nuove leggi sull’ordine pubblico facilitano gli sgomberi e criminalizzano chi prova a resistere.
  • Continua il genocidio in Palestina e nel Libano e al diritto internazionale si sostituisce la legge del più forte. Di guerra in guerra si arricchiscono i produttori di armi e quelli della finanza con le scommesse sull’andamento del riarmo e sulle quotazioni del petrolio.
  • 23 milioni di ore mensili di cassa integrazione nel 2026, 100 mila posti di lavori persi nell’Industria dal 2008, 48% la perdita della produzione nel settore qutomobilistico.
  • La condanna della Corte di Giustizia della UE all’Italia sulle modalità d’assunzione del personale ATA.

È tempo di unire le lotte e le forze, nessuno ce la fa da solo!