SCIOPERO GENERALE DEL 29 MAGGIO 2026:
– UN’OCCASIONE PER RILANCIARE IL CONFLITTO NEI LUOGHI DI LAVORO E NELLA SOCIETÀ;
– UN’OPPORTUNITÀ PER TUTELARE IL FUTURO DEI LAVORATORI E DELLE MASSE POPOLARI
300 milioni tra sgravi e sconti agli autotrasportatori:
la lotta di classe dei datori di lavoro
Che la Meloni non fosse propriamente una moderna Robin Hood è chiaro da tempo ma è ormai la politica economica del Governo è divenuta pericolosa oltre che inaccettabile: “togliere ai poveri per dare ai ricchi” è ormai una scelta sistematica, pericolosa e inaccettabile.
Tale deriva ha trovato conferma anche nell’esito della confronto a Palazzo Chigi tra il Governo e le Associazioni degli Autotrasportatori, convocato sotto la minaccia delle cinque giornate di sciopero, dal 24 al 29 maggio, senza che la mobilitazione annunciata provocasse reazioni isteriche e promesse di ritorsioni né da parte del Ministro delle Infrastrutture, né della “sempre” vigile Commissione di Garanzia, né dal Ministro dell’Interno: un rapido accordo dal costo di 300 milioni di euro per le casse dello Stato!
Si tratta di una mancia elettorale, nell’anno pre-elettorale che, non solo, non risolve i problemi dell’approvvigionamento di energia ma che, insieme a altre scelte sbagliate, come le spese per il riarmo, il Ponte sullo Stretto ed altro ancora, toglie significative risorse economiche a ben altri progetti di interesse collettivo, come, ad esempio, lo sviluppo delle energie rinnovabili (in Europa la quota di energie rinnovabili sul consumo finale è aumentata del 27%, con picchi del 35% in Francia e del 42% per cento in Spagna, mentre in Italia è appena del 7% – fonte il Manifesto 23 maggio ’26 – Emiliano Brancaccio).
L’ACCORDO, PERÒ, HA IL MERITO DI CONFERMARE CHE I DATORI DI LAVORO LA LORO LOTTA DI CLASSE LA FANNO E LA SANNO FARE.
Se chi più subisce la crisi e ne paga le conseguenze, come accade ai lavoratori e alle masse popolari, non si mobilita, non s’organizza, non scende in sciopero e non smette di accettare la servitù volontaria, sulla cui ineluttibilità si è autoconvinto, non cambierà mai lo stato presente delle cose.
IL 29 MAGGIO PUÒ ESSERE UN’ULTERIORE OCCASIONE PER FA RIPARTIRE IL CONFLITTO SULLA REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO, SUL LAVORO E PER UNO SVILUPPO CHE PONGA AL CENTRO GLI INTERESSI DELLA COLLETIVITÀ .
29 MAGGIO 2026
SCIOPERO GENERALE – 24 H
PRESIDIO DAVANTI AL MEF – ORE 9,30 (VIA XX SETTEMBRE 97)
